Se lavori nelle risorse umane, nella direzione aziendale o ti occupi di compliance, negli ultimi due anni ti sarà capitato di imbatterti in una sigla che sta diventando sempre più centrale nelle politiche aziendali italiane: UNI/PdR 125. Ma di cosa si tratta esattamente? E perché sempre più imprese, grandi e piccole, stanno correndo a ottenerla? In questa guida vediamo, in modo semplice e senza tecnicismi inutili, cos’è questa certificazione, da dove nasce, come funziona e perché conviene conoscerla bene.
Cos’è la UNI/PdR 125
La UNI/PdR 125:2022 è una Prassi di Riferimento pubblicata da UNI (Ente Italiano di Normazione) che definisce le linee guida per costruire, all’interno di un’organizzazione, un vero e proprio sistema di gestione per la parità di genere. In pratica, non è un premio o un’etichetta simbolica: è uno standard che misura, con criteri oggettivi e verificabili, quanto un’azienda garantisce davvero parità tra uomini e donne su temi critici. La certificazione viene rilasciata da un ente terzo indipendente a seguito di un audit ufficiale.
Perché è nata questa norma: Il ruolo del PNRR
La UNI/PdR 125 è il risultato diretto della Missione 5 del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). L’obiettivo del legislatore è invertire la tendenza del divario occupazionale italiano fornendo uno strumento che permetta di:
- Misurare oggettivamente la propria situazione interna.
- Individuare le aree di miglioramento nei processi HR.
- Ottenere un riconoscimento formale e certificabile.
Come funziona: la logica dei 6 pilastri (KPI)
Il cuore della norma è un sistema di indicatori di prestazione (KPI) suddivisi in sei aree tematiche. Per ottenere la certificazione è necessario raggiungere un punteggio minimo complessivo (generalmente indicato al 60%). Ecco le aree di indagine:
- Cultura e strategia: L’azienda ha una visione scritta e reale sulla parità di genere?
- Governance: Quante donne siedono nel Consiglio di Amministrazione o occupano ruoli di vertice?
- Processi HR: Le selezioni e le valutazioni sono neutre rispetto al genere?
- Opportunità di crescita: L’accesso alla formazione e alle promozioni è equo?
- Equità remunerativa: Il gender pay gap viene misurato con dati numerici per garantire parità di stipendio a parità di ruolo.
- Tutela della genitorialità: Esistono strumenti di conciliazione vita-lavoro e supporto al rientro dalla maternità/paternità?
Quali vantaggi porta la certificazione
Al di là dell’indiscusso valore etico, i benefici aziendali sono tangibili e immediati:
- Sgravio contributivo INPS: Fino all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro.
- Premialità nei bandi pubblici: Punteggi extra garantiti nelle gare d’appalto e nei bandi PNRR.
- Reputazione: Un forte posizionamento nel mercato del lavoro (Employer Branding) per attrarre nuovi talenti.
Da dove iniziare: L’imparzialità dell’Ente Certificatore
Il primo passo è una gap analysis interna per fotografare la situazione di partenza. Una volta colmate le lacune e strutturato il sistema, interviene GCERTI Italy | SB. Come Organismo di Certificazione indipendente e accreditato, il nostro compito è validare il vostro percorso in modo imparziale, rilasciando l’attestazione ufficiale necessaria per accedere agli sgravi e alle premialità di legge. 🔗
Qualsiasi organizzazione. Esistono modelli di applicazione differenziati in base alla dimensione aziendale (micro, piccole, medie e grandi imprese), rendendo il percorso accessibile e calibrato anche per le PMI.
Le aziende certificate UNI/PdR 125 possono beneficiare di uno sgravio contributivo INPS pari all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, entro un tetto massimo stabilito annualmente per legge.
