È disponibile il video completo dell’intervento di Michele Gallo, Amministratore Delegato di GCERTI Italy | SB, alla quarta edizione del Forum Risorsa Mare, organizzato da TEHA Group – The European House – Ambrosetti il 17 e 18 settembre 2026 a La Spezia.
L’intervento ha affrontato il tema:
“Sostenibilità e decarbonizzazione giusta: impatto sui territori e sulle industrie”.
Un confronto dedicato alle conseguenze ambientali, economiche e sociali della transizione e alla necessità di trasformare gli impegni di sostenibilità in obiettivi misurabili, dati attendibili e risultati verificabili.
Guarda il video dell’intervento
Nel video, Michele Gallo porta nel confronto di Risorsa Mare 2026 la prospettiva di GCERTI Italy | SB sul rapporto tra sostenibilità, competitività industriale e valutazione indipendente.
Sostenibilità e decarbonizzazione giusta
La decarbonizzazione rappresenta una delle trasformazioni più importanti per il sistema industriale, logistico e infrastrutturale.
Ridurre le emissioni, aumentare l’efficienza energetica e introdurre tecnologie a minore impatto ambientale sono obiettivi necessari. La transizione deve però considerare anche le conseguenze sulle imprese, sui lavoratori e sui territori.
Una decarbonizzazione realmente giusta deve riuscire a coniugare:
- tutela dell’ambiente;
- competitività delle imprese;
- sostenibilità economica degli investimenti;
- continuità delle attività produttive;
- sicurezza e qualità del lavoro;
- sviluppo delle competenze;
- coinvolgimento delle comunità;
- valorizzazione delle caratteristiche dei territori.
La transizione non può quindi essere affrontata come un processo esclusivamente tecnologico. Richiede un modello di gestione capace di valutare rischi, opportunità, risorse e impatti lungo l’intera catena del valore.
L’impatto della transizione sui territori
Gli effetti della decarbonizzazione cambiano in base alle caratteristiche economiche, industriali e sociali di ogni territorio.
Le città portuali, i distretti produttivi e le aree nelle quali si concentrano attività marittime e logistiche devono gestire trasformazioni che coinvolgono infrastrutture, energia, mobilità, occupazione e competenze professionali.
La transizione deve quindi essere pianificata considerando:
- le infrastrutture disponibili;
- la composizione del tessuto produttivo;
- la capacità di investimento delle imprese;
- l’accessibilità delle tecnologie;
- le ricadute economiche e occupazionali;
- le esigenze delle comunità locali;
- la formazione di nuove professionalità;
- i tempi necessari per adeguare processi e impianti.
Un modello uniforme non può rispondere alle esigenze di realtà territoriali differenti. Gli obiettivi ambientali devono essere accompagnati da strategie applicabili, responsabilità definite e strumenti per misurarne l’efficacia.
Decarbonizzazione e industrie della Blue Economy
La Blue Economy comprende portualità, trasporto marittimo, cantieristica, logistica, nautica, crocieristica, pesca, turismo e servizi costieri.
Si tratta di una filiera articolata, nella quale le attività di imprese, infrastrutture e istituzioni sono strettamente connesse.
Le principali sfide della transizione riguardano:
- efficientamento energetico di infrastrutture e impianti;
- sviluppo di combustibili e tecnologie a minore impatto;
- misurazione e riduzione delle emissioni;
- tutela dell’ambiente marino;
- gestione responsabile delle risorse;
- controllo della catena di fornitura;
- sicurezza delle persone;
- continuità operativa;
- tracciabilità delle informazioni ambientali;
- accesso agli investimenti.
In questo scenario, la sostenibilità diventa un elemento della strategia industriale e non può essere separata dalla gestione dei rischi e dalla capacità competitiva delle organizzazioni.
Dalle dichiarazioni agli impegni misurabili
La sostenibilità produce fiducia quando gli impegni dichiarati sono accompagnati da dati, indicatori ed evidenze.
Per dimostrare concretamente il proprio percorso, un’organizzazione deve poter chiarire:
- quali obiettivi ha definito;
- quali impatti sta monitorando;
- come vengono raccolti e controllati i dati;
- chi è responsabile delle attività;
- quali risorse sono state messe a disposizione;
- quali risultati sono stati raggiunti;
- come vengono gestiti eventuali scostamenti;
- quali azioni di miglioramento sono state pianificate.
La disponibilità di informazioni documentate permette a clienti, istituzioni, investitori e altri stakeholder di valutare gli impegni dell’organizzazione sulla base di elementi verificabili.
Il ruolo della valutazione indipendente
La valutazione di terza parte consente di verificare processi, sistemi e dichiarazioni sulla base di criteri definiti.
Nel percorso verso la sostenibilità e la decarbonizzazione possono assumere particolare rilevanza:
- la certificazione ISO 14001 per la gestione degli aspetti ambientali;
- la certificazione ISO 50001 per il miglioramento delle prestazioni energetiche;
- la certificazione ISO 45001 per la salute e sicurezza sul lavoro;
- la verifica ISO 14067 per la quantificazione dell’impronta climatica di prodotto;
- la certificazione SA8000 per la gestione della responsabilità sociale e delle condizioni di lavoro.
Ogni standard ha uno specifico campo di applicazione e non sostituisce gli obblighi legislativi. La certificazione permette però di verificare l’applicazione di un sistema rispetto ai requisiti della norma di riferimento.
Una transizione credibile e verificabile
Per essere credibile, la decarbonizzazione deve essere:
- misurabile, attraverso indicatori e dati attendibili;
- trasparente, nella comunicazione dei risultati e delle criticità;
- inclusiva, rispetto alle persone e alle comunità coinvolte;
- sostenibile economicamente, anche per le piccole e medie imprese;
- coerente, con le caratteristiche delle filiere e dei territori;
- verificabile, attraverso evidenze documentate e valutazioni indipendenti.
L’obiettivo non è limitarsi a dichiarare l’adesione ai principi della sostenibilità, ma costruire processi che permettano di governare il cambiamento e valutarne concretamente gli effetti.
GCERTI Italy | SB al Forum Risorsa Mare 2026
GCERTI Italy | SB ha partecipato come Junior Partner alla quarta edizione del Forum internazionale Risorsa Mare.
L’evento ha riunito istituzioni, imprese e rappresentanti della filiera per discutere le priorità necessarie a rafforzare la competitività e l’attrattività dell’economia del mare.
Tra i temi affrontati:
- sicurezza marittima e ruolo del Mediterraneo;
- portualità e logistica;
- trasporto marittimo e crocieristica;
- cantieristica e nautica;
- protezione dell’ambiente marino;
- formazione e professioni del mare;
- sostenibilità e transizione energetica;
- innovazione nelle filiere della Blue Economy.
Durante il Forum sono stati inoltre presentati il nuovo Libro Blu “Risorsa Mare” e il Manifesto marittimo della Spezia, dedicato alle priorità strategiche della filiera fino al 2035.
Per approfondire il contesto dell’evento è possibile leggere l’articolo sulla partecipazione di GCERTI Italy | SB al Forum Risorsa Mare 2026.
Il contributo di Michele Gallo
L’intervento di Michele Gallo ha portato nel dibattito il punto di vista di un Organismo di Certificazione indipendente.
La sostenibilità richiede infatti un linguaggio comune, fondato su norme riconosciute, dati affidabili e criteri che consentano di verificare gli impegni assunti dalle organizzazioni.
La valutazione indipendente contribuisce a rendere questi impegni riconoscibili all’interno delle filiere, rafforzando la fiducia tra imprese, istituzioni, clienti e stakeholder.
Il ruolo di GCERTI Italy | SB
GCERTI Italy | SB opera come Organismo di Certificazione, Ispezione e Formazione, svolgendo attività di valutazione indipendente della conformità nell’ambito degli schemi e degli accreditamenti applicabili.
Il ruolo di un organismo di terza parte non consiste nell’implementare i sistemi che saranno successivamente sottoposti a verifica. La separazione tra consulenza e certificazione tutela l’imparzialità del processo e l’affidabilità dei risultati.
In un mercato nel quale sostenibilità e decarbonizzazione assumono un’importanza crescente, la valutazione indipendente aiuta a trasformare gli impegni delle organizzazioni in un valore documentato e verificabile.
