È ora disponibile la nuova edizione 2026 del documento “UNI/PdR 125 – Frequently Asked Questions. Indirizzi applicativi per la UNI/PdR 125”, sviluppato da UNI e Accredia.
L’aggiornamento nasce dall’esigenza di rendere sempre più omogenea l’interpretazione dei requisiti, offrendo a organizzazioni e organismi di certificazione accreditati, come GCERTI Italy | SB, un riferimento tecnico chiaro e condiviso per la gestione dei percorsi di certificazione.
Il documento rappresenta oggi uno strumento di riferimento fondamentale per garantire coerenza interpretativa, omogeneità applicativa e affidabilità dei processi di certificazione.
Un documento operativo a supporto dell’applicazione dello schema
L’aggiornamento 2026 interviene su diversi aspetti che incidono direttamente sulla qualità dei processi di certificazione. In particolare, le FAQ chiariscono:
- le modalità di applicazione del sistema di gestione per la parità di genere;
- i criteri di utilizzo e interpretazione dei KPI previsti dalla UNI/PdR 125;
- le regole per la gestione dei dati e il ricorso ai benchmark ufficiali (ISTAT e INPS);
- le modalità di conduzione degli audit iniziali, di sorveglianza e di rinnovo;
- la gestione di contesti organizzativi specifici (microimprese, strutture multisito, reti, consorzi, gruppi con più entità giuridiche).
Le novità introdotte sono chiaramente segnalate all’interno del documento con l’indicazione “nuovo”, facilitando così il lavoro di chi opera quotidianamente sullo schema.
Tra gli elementi di maggiore impatto operativo si segnalano:
- la correlazione tra dimensione aziendale e applicabilità dei KPI;
- la definizione più puntuale delle soglie minime di accesso alla certificazione;
- l’introduzione di criteri di valutazione di tipo “on/off” per specifici requisiti;
- il ricorso obbligatorio ai dati ufficiali di benchmark;
- l’enfasi sul monitoraggio nel tempo e sulla logica di miglioramento continuo.
Per gli organismi di certificazione accreditati, tali indicazioni assumono valore prescrittivo e rappresentano quindi una garanzia di coerenza applicativa e di affidabilità complessiva del sistema.
Novità della FAQ 2026 nel dettaglio
Tra gli aggiornamenti di maggiore rilevanza operativa introdotti dalla nuova edizione delle FAQ UNI/PdR 125 emergono diversi aspetti interpretativi che incidono direttamente sulle modalità di valutazione.
Formazione e KPI 5 (prospetto 3)
Il KPI 5 risulta soddisfatto qualora l’organizzazione abbia realizzato, nel corso dell’ultimo biennio, interventi formativi sulla parità di genere rivolti all’intera popolazione aziendale.
Definizione di “dirigente” ai fini dei KPI
Per i KPI 3 e 4 del prospetto 6, il termine “dirigente” non va interpretato come livello contrattuale, bensì come ruolo organizzativo effettivo.
Si fa quindi riferimento a figure che, sulla base di organigramma e mansionario, esercitano responsabilità concrete in termini di:
- coordinamento di persone,
- gestione di budget,
- presidio di attività e processi decisionali.
Questa interpretazione estensiva si applica solo nei casi in cui il CCNL adottato non preveda formalmente il livello di dirigente.
In tali situazioni, alle organizzazioni è richiesto di:
- motivare in modo documentato le ragioni oggettive per cui il personale che svolge funzioni assimilabili non è formalmente inquadrato come dirigente;
- dimostrare l’assenza di discriminazioni nelle scelte di attribuzione dei ruoli apicali.
KPI 3 e 4 nelle organizzazioni prive di dirigenti
Per le realtà che non prevedono dirigenti in organico (ad esempio strutture con membri del CDA dotati di deleghe operative), è possibile considerare, ai fini del calcolo dei KPI, le figure che:
- riportano direttamente all’amministratore delegato o con deleghe,
- ricoprono un ruolo manageriale effettivo,
- dispongono di poteri comparabili (procure, autonomia gestionale, gestione di risorse e budget).
In questi casi, è inoltre necessario che le policy aziendali esplicitino l’impegno a garantire pari opportunità di accesso a eventuali future posizioni dirigenziali, indicando i presidi adottati per prevenire discriminazioni.
Composizione della forza lavoro per il calcolo dei KPI 1 e 2
I calcoli relativi ai KPI 1 e 2 del prospetto 6 devono includere l’intera popolazione aziendale attiva, comprendendo:
- lavoratori a tempo pieno e part-time,
- collaboratori coordinati e continuativi,
- soggetti che operano stabilmente all’interno dell’organizzazione, inclusi gli amministratori.
Sono invece esclusi:
- i liberi professionisti esterni,
- i soggetti che operano in modo occasionale,
- chi non è stabilmente inserito nella struttura organizzativa.
Analogamente, ai fini del calcolo degli FTE non devono essere conteggiati i consulenti che forniscono prestazioni saltuarie o non continuative.
Ambito di applicazione della UNI/PdR 125
Viene inoltre ribadito che la UNI/PdR 125 non si applica alle partite IVA prive di dipendenti o collaboratori stabilmente inseriti.
Verifica della consapevolezza interna durante gli audit
Le attività di audit devono prevedere momenti dedicati alla verifica del livello di conoscenza e consapevolezza del personale rispetto:
- alla politica sulla parità di genere,
- al sistema di gestione adottato,
- alle iniziative concretamente implementate (survey, misure di welfare, benefit, azioni di inclusione, ecc.).
Tali verifiche devono coinvolgere persone di genere diverso, appartenenti a differenti livelli dell’organizzazione, sia manageriali che operativi.
Ruolo di Accredia e degli organismi di certificazione
Le FAQ chiariscono infine la distinzione tra:
- le verifiche svolte da Accredia sugli organismi di certificazione, finalizzate a valutare la conformità dell’operato dell’OdC ai requisiti di accreditamento;
- le valutazioni condotte dagli organismi di certificazione accreditati (come GCERTI), che hanno invece come obiettivo il rilascio della certificazione UNI/PdR 125 alle organizzazioni.
Tali attività di certificazione devono essere svolte nel rispetto dei requisiti della ISO/IEC 17021-1 e dei documenti IAF applicabili, inclusa la IAF MD 5 per la determinazione dei tempi di audit.
La certificazione UNI/PdR 125: uno strumento strutturato di valutazione
La certificazione della parità di genere nasce nel quadro delle politiche pubbliche introdotte dal PNRR ed è disciplinata dalla Legge 162/2021 e dalla Legge 234/2021.
Si tratta di un modello che va ben oltre la logica dichiarativa: la UNI/PdR 125 introduce un sistema strutturato di valutazione, basato su evidenze oggettive, misurazione delle performance e verifiche indipendenti.
Il modello si fonda su indicatori di performance (KPI) articolati in sei ambiti strategici:
- Cultura e strategia
- Governance
- Processi HR
- Opportunità di crescita e inclusione
- Equità retributiva
- Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro
Questo impianto consente di trasformare i principi di equità e inclusione in elementi concreti di gestione organizzativa, verificabili attraverso audit condotti da soggetti terzi qualificati.
La diffusione della certificazione: un trend in forte crescita
I dati confermano una progressiva maturazione del sistema:
- Luglio 2022: avvio degli accreditamenti degli organismi di certificazione
- Dicembre 2023: 50 organismi accreditati e 8.388 siti certificati
- Dicembre 2024: oltre 16.000 siti certificati
- Settembre 2025: 62 organismi accreditati e 38.652 siti certificati, con risultati che superano gli obiettivi previsti dal PNRR
Numeri che testimoniano come la certificazione della parità di genere sia diventata, a tutti gli effetti, un elemento strutturale delle strategie ESG di molte organizzazioni pubbliche e private.
L’impegno di GCERTI nella certificazione della parità di genere
In questo scenario, GCERTI opera come organismo di certificazione accreditato, mettendo a disposizione delle organizzazioni competenze tecniche e indipendenza di giudizio.
L’attività si concretizza in particolare in:
- valutazione della conformità dei sistemi di gestione ai requisiti della UNI/PdR 125;
- conduzione di audit in conformità alla ISO/IEC 17021-1 e ai documenti applicabili della serie IAF;
- supporto alle imprese, incluse le PMI, nei percorsi di accesso alla certificazione e nella partecipazione a bandi pubblici;
- garanzia di imparzialità, trasparenza e coerenza nei processi di valutazione;
- contributo alla diffusione di una cultura organizzativa basata su equità, inclusione e responsabilità sociale.
Il documento “UNI/PdR 125 – Frequently Asked Questions. Edizione 2026” è consultabile sul sito di Accredia ed è disponibile in versione accessibile.
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