
L’Osservatorio sulla presenza femminile nelle società italiane è un centro di raccolta dati che ha lo scopo di supervisionare la partecipazione femminile negli organi di amministrazione e controllo delle società italiane promuovendo “iniziative volte all’attuazione nel concreto della partecipazione femminile nei board” e individuare “potenziali profili di criticità e attenzione”. Nato nel 2019 a opera della collaborazione tra il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, Consob e Banca d’Italia, è stato rinnovato per altri 5 anni, con l’ulteriore sostegno dell’IVASS (l’Istituto per la Vigilanza delle Assicurazioni).
Un osservatorio sulla presenza femminile per monitorare il gender gap italiano
L’obiettivo dell’Osservatorio è quello di verificare gli effetti nel tempo dell’applicazione delle normative sulla parità di genere all’interno delle aziende italiane, promuovendo iniziative che abbiano lo scopo di sostenere maggiormente la presenza femminile all’interno degli organi delle società. L’Italia infatti si è dotata per la prima volta di una Strategia nazionale per la parità di genere nel 2021-2026, ponendosi l’obiettivo di realizzare significativi e duraturi progressi per quanto riguarda la parità tra uomo e donna, e che rappresenta un punto di riferimento per l’attuazione del PNRR in termini di inclusione sociale, basata sui tre principi trasversali che sono, oltre la parità di genere, l’occupazione giovanile ed il Mezzogiorno.
Un segnale importante che passa anche attraverso le certificazioni
Il rinnovo dell’osservatorio è un ulteriore segnale che ci aiuta a comprendere quanto sia importante per le aziende, al giorno d’oggi, operare in direzione di una maggiore uguaglianza tra i due sessi all’interno dell’ambiente lavorativo. Per questo motivo dotarsi di certificazioni che possano convalidare tale status, come ad esempio la UNI/PdR 125:2022, rappresenta per le aziende un avanzamento verso le misure inserite all’interno del Pnrr, che nella missione 5, «Inclusione e coesione», tra le politiche per il lavoro, destina a questa finalità 10 milioni di euro, offrendo così anche la possibilità dunque di accedere a sgravi fiscali.
Approfondimenti sulla Certificazione UNI PdR 125:2022
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