Dal BIM al SGPD: Guida alla nuova norma UNI 11337-8:2026 e alla transizione dalla PdR 74
Il settore delle costruzioni e dell’ingegneria civile sta vivendo il suo passaggio evolutivo più importante degli ultimi dieci anni. L’Ente Italiano di Normazione (UNI) ha ufficialmente ritirato la Prassi di Riferimento UNI PdR 74:2019, sostituendola con la nuova norma d’ispirazione europea: la UNI 11337-8:2026.
Non si tratta di un semplice “cambio di codice sulla copertina”, ma di una rivoluzione concettuale che ridefinisce i criteri di qualificazione delle imprese nel Codice degli Appalti. Con la nuova norma, il BIM cessa definitivamente di essere considerato un “metodo di rappresentazione tridimensionale” per diventare un vero e proprio Sistema di Gestione e Governo dei Processi Digitalizzati (SGPD).
Vediamo nel dettaglio cosa cambia per gli studi tecnici e le imprese edili, quali sono le scadenze temporali fissate dall’Ente Unico di Accreditamento e come affrontare l’Audit di migrazione senza rischiare interruzioni nei punteggi di gara.
1. Il salto concettuale: dal “Modello 3D” al SGPD
La vecchia PdR 74 era nata come una prassi transitoria per aiutare il mercato a familiarizzare con i software di modellazione. La nuova UNI 11337-8:2026 fa compiere all’organizzazione un salto di maturità, adottando la struttura ad alto livello (HLS) tipica delle grandi norme internazionali come la ISO 9001.
Cosa significa questo per la Direzione Tecnica?
- Integrazione sistemica: il SGPD non vive più in un “reparto isolato”, ma deve integrarsi con i flussi di acquisto, la gestione dei subappaltatori e la pianificazione finanziaria dell’opera.
- Centralità dell’ACDat: l’Ambiente di Condivisione dei Dati (CDE) diventa il vero cuore sottoposto a ispezione. Non si valuta solo il file prodotto, ma la sicurezza informatica del Cloud, i log di accesso, la gerarchia delle autorizzazioni e la tracciabilità delle varianti di progetto.
- Gestione del Rischio Digitale: l’impresa deve dimostrare di saper prevenire i colli di bottiglia del dato, la perdita di informazioni tra la fase di Design e quella di As-Built e l’obsolescenza dei formati.
2. La Roadmap di Accredia: le due date da segnare in rosso
Per garantire un passaggio graduale ed evitare il blocco dei cantieri, le disposizioni e circolari di Accredia hanno tracciato una linea di demarcazione temporale molto rigida. Per i fiduciari aziendali e i BIM Manager, le date da monitorare sono due:
A. 8 Gennaio 2027: Il blocco dei vecchi accreditamenti
A partire da questa data, gli Enti di Certificazione non potranno più rilasciare nuove certificazioni o rinnovi basati sulla vecchia UNI PdR 74. Qualsiasi nuova richiesta di certificazione del sistema BIM dovrà essere istruita tassativamente secondo i requisiti della UNI 11337-8:2026.
B. 8 Aprile 2028: La “Dead-Drop” dei vecchi certificati
Questa è la scadenza vitale: entro l’8 aprile 2028 tutti i certificati emessi sotto la PdR 74:2019 decadranno automaticamente.
Se un’impresa non avrà completato l’iter di migrazione entro quella mezzanotte, si ritroverà la mattina del 9 aprile sprovvista di certificazione BIM attiva, con conseguente perdita immediata dei requisiti di partecipazione alle gare d’appalto e ai bandi PNRR.
3. Come preparare l’azienda all’Audit di Transizione?
Il passaggio alla UNI 11337-8 non è un adempimento da “ultimo minuto”. Il nostro consiglio è di sfruttare le normali visite di sorveglianza periodiche del 2026 e del 2027 per convertire il sistema.
Per farsi trovare pronti, la Direzione Tecnica deve agire subito su tre fronti:
- Eseguire un Gap Analysis dell’ACDat: verificate che la vostra piattaforma di condivisione dati risponda ai criteri di immodificabilità e sicurezza dettati dalla norma.
- Rivedere il Manuale di Gestione: trasformate il vecchio “Manuale BIM” in un documento di “Governo dei Processi Digitalizzati”, integrandolo con le logiche della Qualità (ISO 9001).
- Mappare le figure professionali: assicuratevi che i professionisti interni (BIM Manager, BIM Coordinator, BIM Specialist e CDE Manager) possiedano le attestazioni aggiornate. Potete approfondire i criteri d’esame e i percorsi di qualifica sul nostro portale tematico certificazioneprofessionistibim.it.
Operante su tutto il territorio nazionale, GCERTI Italy | SB mette a disposizione i propri Lead Auditor per condurre i pre-assessment di transizione verso la UNI 11337-8:2026. L’eccellenza non si dichiara. Si valida.
La tua attestazione BIM reggerà le scadenze del 2028?
Non aspettare l’ultimo minuto per scoprire che il tuo Ambiente di Condivisione Dati (ACDat) non è conforme alla nuova legge. Metti al sicuro i tuoi punteggi di gara.
Ispettori operativi su tutto il territorio nazionale durante la sorveglianza annualeSì, è stata ufficialmente ritirata il 9 aprile 2026 in concomitanza con la pubblicazione della nuova norma UNI 11337-8:2026. Tuttavia, per non bloccare il mercato, i certificati PdR 74 già emessi rimangono validi ai fini dei punteggi d’appalto fino alla scadenza transitoria dell’8 aprile 2028.
Le scadenze perentorie stabilite dalla Circolare Accredia DC N. 20/2026 sono due: dall’8 gennaio 2027 gli Enti non potranno più rilasciare certificazioni con la vecchia PdR 74; entro l’8 aprile 2028 tutti i vecchi certificati dovranno essere tassativamente migrati alla UNI 11337-8:2026, pena la decadenza d’ufficio.
L’adeguamento può essere validato dai nostri ispettori durante le normali visite di sorveglianza annuali. L’audit verificherà il passaggio del BIM a SGPD (Sistema di Governo dei Processi Digitalizzati), analizzando con particolare rigore la sicurezza informatica e la gestione dei ruoli nell’ACDat (Ambiente di Condivisione Dati).
